Stress

Si parla di stress quando un organismo entra in tensione a causa dell’esposizione ad un agente esterno agitante o preoccupante (stressor).

Gli stressor possono essere di varia natura: eventi traumatici o valutati come negativi dalla persona, periodi di intensa fatica, agenti chimici, microorganismi infettivi, etc.
In risposta all’esposizione ad uno o più stressor, la persona attiverà sia risposte generiche somatiche (di tipo muscolo-scheletrici, neuroendocrino, etc.) sia risposte più specifiche mediate dal sistema nervoso centrale il cui fine è quello di valutare lo stressor e individuare attivamente le strategie efficaci sia cognitivo-emotivo che comportamentali per fronteggiarlo (strategie di coping). Ciò al fine di adattarsi al contesto in cui la persona è inserita garantendo un ordine ed un equilibrio tra l’ambiente interno (sé) e l’ambiente esterno (non sé). Lo stressor può essere misurato in base ad alcune sue caratteristiche oggettive o indicatori; di per sé, però, non può essere considerato un predittore del livello di stress. Lo stress, proprio perché è una risposta fisiologica della persona all’evento stressante, è una variabile assolutamente soggettiva e può essere positiva o negativa (eustress o distress).

La reazione che si può sviluppare di fronte ad un evento stressante si caratterizza per diverse fasi:
1) fase di allarme: è la fase iniziale in cui ci si rende conto di essere in una situazione stressante e si mette in atto una generica risposta in difesa allo stress;
2) fase di adattamento: è la fase successiva in cui la persona attua una resistenza all’evento allo scopo di fronteggiare lo stress
3) fasi di esaurimento: questa fase avviene quando la persona non è in grado di attingere in modo efficace ed organizzato alle risorse disponibili per fronteggiare l’evento stressante. In questo caso si manifestano espressioni disadattive con comparsa di sintomi psico-fisici più o meno gravi.

Quanti tipi di stress esistono?

Con il termine eustress si intende una tipologia positiva di stress, ovvero lo stress è un “attivatore” che dà motivazione e una spinta ad agire. Quando lo stress diventa talmente elevato da non riuscire a sostenerlo, si parla di distress, ovvero stress negativo (o cattivo). Si perde la motivazione e si vive la sensazione di non essere in grado di avere il controllo della situazione che si sta vivendo.
Quando l’evento stressante avviene per un periodo limitato di tempo o una sola volta, si parla di stress acuto. Quando invece lo stress si protrae per lungo periodo tanto da diventare un impedimento per la vita della persona, si parla di stress cronico.

Quali sono i principali fattori stressanti?

Gli psichiatri Holmes e Rahe, a metà degli anni 60, hanno condotto uno studio il cui obiettivo era quello di osservare se c’era una correlazione tra eventuali eventi stressanti e sviluppo di una malattia. Sono stati intervistati poco meno di 400 pazienti ai quali è stato chiesto di valutare una serie di eventi di vita assegnando ad ognuno un punteggio in base a quanto veniva vissuto come stressante. Dal totale delle interviste, gli autori hanno raggruppato in una scala gerarchica (dal più stressante e con valore 100 al meno stressante con valore 10) i vari eventi di vita che portano ad un cambiamento e che possono essere vissuti come stressanti. E’ importante tenere presente che gli effetti di un evento stressante non sono uguali per tutte le persone, che possono reagire ad uno stesso evento con modalità ed intensità diverse.
Dall’elenco, tutt’ora valido, di Holmes e Rahe si desume che lo stress può essere provocato da:
– cause fisiche o malattie organiche: malattia, abuso di alcol, disabilità, etc.
– fattori ambientali e cataclismi: trasloco, mancanza o perdita di un’abitazione, terremoti, etc.
– eventi di vita (sia positivi che negativi): morte del coniuge, divorzio, matrimonio, nascita di un figlio, etc.

Quali sono i sintomi dello stress?

Come per altre patologie, anche nel caso dello stress, si possono distinguere i sintomi in fisici, psicologici/emotivi e cognitivi.
Sintomi fisici: cefalee muscolo-tensive, insonnia, difficoltà digestive, disturbi gastro-intestinali, tachicardie o extra-sistole, perdita o aumento dell’appetito, vertigini.
Sintomi emotivi: labilità emotiva, senso di apprensione, eccessiva preoccupazione, rabbia, ansia, senso di incapacità a fronteggiare la situazione, tendenza all’isolamento o voler scappare via.
Sintomi cognitivi: difficoltà a concentrarsi e/o a ricordare le cose e sensazione di “non essere mentalmente lucidi”

Lo stress si può curare?

Lo stress si può controllare e renderlo un valido alleato!
Esistono numerose tecniche utilizzate in psicoterapia per la gestione dello stress: ad esempio rilassamento, ipnosi clinica e mindfulness.
L’obiettivo sarà quello di imparare ad ascoltare e controllare attivamente le risposte fisiologiche del corpo all’evento stressante ed imparare a rendersi consapevoli dei propri limiti e delle proprie risorse interne.

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