Le relazioni ai tempi dei social

relazioni internet psicologo ferrara

Molto spesso parlando con diversi miei pazienti “giovani-adulti” (25-30 anni), mi rendo conto di quanto sia diventato complicato conoscere nuove persone, stringere nuove amicizie e iniziare nuove relazioni.

Mi ritrovo a pensare a come questo fosse più semplice ed immediato ai miei tempi (o almeno è così che lo ricordo)… Nel dire o scrivere questo, mi sento come si sentiva mia nonna novantenne, due anni di elementari e tanti anni di lavoro alle spalle, che guardava scorrere le foto delle vacanze sullo schermo del PC con aria stupefatta. E assolutamente affascinata e con gli occhi sgranati dalla meraviglia mi chiedeva “Ma come hai fatto a mettere le foti lì dentro?”, aspettandosi che da qualche parte ci fosse una fessura per inserire le stampe del rullino fotografico.

Perché dico questo?

Perché mi sento esattamente così quando i miei pazienti mi raccontano di come non riescano a conoscere nuove persone in modo “classico”. Una cosa per loro “normale”, scontata e pervasiva come l’utilizzo dei social, per me è così estranea…

Nella mia testa esiste solo il metodo “classico”, semplice: stringere nuove conoscenze con gli amici degli amici, incontrare qualcuno che condivide per esempio un hobby, etc. etc. Invece pare che le cose siano un po’ più complicate di così. Le cose diventano ancora più complicate quando si tratta della ricerca di un partner.
Spesso mi viene raccontato come la conoscenza di nuove persone passi attraverso applicazioni social, like, follow e unfollow. E se per alcune persone tutto questo può rendere la vita più semplice, per altri, diventa complicato.

Soprattutto per quelle persone che sentono la nostalgia di una vita meno scandita dalla App e si ritrovano ad essere circondati molto spesso da sguardi rivolti verso uno schermo o dalla necessità di essere sempre in luoghi e in pose instagrammabili.

Diventa quindi evidente come lo sviluppo di nuove tecnologie abbia cambiato la vita delle persone.

Non si tratta solo di Internet o dell’uso degli smartphone, ma è soprattutto l’avvento dei social ad aver modificato l’intimità delle persone ed il modo di relazionarsi con gli altri. In particolare la ricerca degli ultimi anni si è focalizzata sulle App di appuntamenti e di incontri che si basano sulla geolocalizzazione (p.es. Tinder, Grindr, Facebook Dating, etc.) e che rendono particolarmente facile comunicare ed incontrare altri utenti, massimizzando così le connessioni sociali, romantiche e sessuali tra estranei che sono geograficamente vicini (Anzani et al., 2018; Sumter et al., 2018; Ranzini et al., 2017).

Si stima che in tutto il mondo più di cento milioni di persone utilizzino regolarmente queste App, il che sembrerebbe aver reso gli appuntamenti online uno dei modo principali per trovare un partner oggi, soprattutto tra i giovani (Sumter et al., 2017).

L’opinione più diffusa è che queste App siano utilizzate esclusivamente per il sesso occasionale (Le Febvre LE, 2018). E questo è uno dei motivi principali per cui molti miei pazienti sono riluttanti all’idea di “affidarsi” e cedere all’uso di questi mezzi. In realtà ci sono diverse ricerche che dimostrano che le persone usano queste App per un’ampia varietà di motivi e la ricerca del sesso occasionale non sembrerebbe essere la principale (Barrada et al., 2020; Orosz et al., 2018; Sumter et al., 2018; Ranzini et al., 2017).

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi che le App di incontri possono avere per la salute mentale e le relazioni?

Partendo da queste osservazioni sono stati studiati sia i vantaggi che gli svantaggi che le App di incontri possono avere per la salute mentale e relazione degli utenti. Tra i vantaggi sono stati evidenziati alcune caratteristiche proprie delle applicazioni che facilitano l’interazione immediata con possibili partner: l’economicità, la portabilità, la disponibilità, la localizzabilità e la multimedialità (Albury et al., 2016; Ranzini et al., 2016).

L’altro lato della medaglia, mostra invece i rischi associati all’uso delle stesse, sulla salute mentale e sulla salute relazionale. In particolare sembrano essere favoriti infedeltà, comportamenti a rischio e perdita di “controllo” e ad un uso problematico stesso delle App, in particolare quando si associano modelli di personalità “oscuri” (Alexopoulos et al., 2020; Lyons et al., 2020).

Le variabili sociodemografiche degli utenti dell App di incontri

Altri autori hanno inoltre indagato le modalità di utilizzo delle App di incontri e i profili stessi degli utenti.

Le motivazioni alla base dell’utilizzo di queste App sono determinate dalle caratteristiche individuali degli utenti. Le variabili sociodemografiche sono quelle che hanno una correlazione più elevata e significativa legata all’uso delle App di incontri.

Per quel che riguarda il sesso, inteso come genere, la letteratura ha evidenziato che gli uomini presentano tassi di prevalenza più elevati per quel che riguarda l’intensità di utilizzo (Badal et al., 2018; Botnen et al. 2018; Sumter et al., 2018). Sebbene gli uomini sembra utilizzino di più tali applicazioni, le donne li utilizzano in modo più selettivo ed efficace, in termini di numerosità di incontri con altri utenti (Sumter et al., 2018; Timmermans et al., 2018).
Anche l’orientamento sessuale sembra influenzare l’uso delle App: diversi studi hanno riscontrato un maggiore utilizzo da parte di persone appartenenti alle minoranze sessuali. Ciò probabilmente dovuto al fatto che contattare e comunicare online è più facile ed utile soprattutto in quelle situazioni in cui la persona si ritrova ad avere difficoltà ad esprimere la propria sessualità e/o a trovare un partner (Ferris L., 2019; Korchmaros et al., 2015).
Anche l’età è correlata all’uso delle App di incontri: l’età media degli utenti sembra arrivare fino a 31 anni, mostrando un’ampia varietà di motivi relati all’utilizzo: intrattenimento, sesso occasionale, partner romantico (Castro et al., 2020; Le Febvre LE, 2018; Ranzini et al., 2017).
Infine, per quel che riguarda le variabili sociodemografiche, sembrerebbe che un’elevata percentuale degli utenti (18-25%) abbia un partner stabile (Orosz et al., 2016) e che l’utilizzo stesso di queste App di incontri sia associato a scopi diversi, quali sesso occasionale, infedeltà e curiosità (Timmermans et al., 2018).

I tratti di personalità degli utenti delle App di incontri

Diverse ricerche hanno poi indagato la relazione tra l’utilizzo di App di incontri ed i tratti di personalità, evidenziandone una significatività, seppur di grado inferiore rispetto alle variabili sociodemografiche.

In particolare è presente in letteratura la ricerca di Timmermans e De Caluwé (2017) che mette in relazione i tratti dei Big Five e il fenomeno delle App di incontri.

Partiamo dicendo, brevemente cosa sono i Big Five. Si tratta di un modello proposto da McCrae e Costa a metà degli anni ’80, nel quale viene postulata l’esistenza di 5 grandi tratti di personalità (Big Five, appunto) che si possono manifestare in un “polo positivo” o in un “polo negativo” :
1) Nevroticismo: emotività negativa, vulnerabilità, insicurezza – Stabilità emotiva: dominanza, sicurezza;
2) Estroversione: socialità ed emozionalità positiva – Introversione: chiusura e focalizzazione solo sul proprio mondo interiore;
3) Apertura mentale: apertura all’esperienza, creatività, originalità, anticonformismo – Chiusura mentale: chiusura all’esperienza, conformismo, mancanza di creatività ed originalità;
4) Gradevolezza: amicalità, cooperatività, cortesia, gentilezza, altruismo – Sgradevolezza: ostilità, insensibilità, indifferenza;
5) Coscienziosità: perseversanza, scrupolosità, autodisciplina, affidabilità – Negligenza: incostanza, arrendevolezza, superficialità, incuria, menefreghismo.
Secondo Timmermans e De Caluwé gli utenti di App per incontri, giovani e single, hanno ottenuto, rispetto ai non utenti, punteggi più alti nei tratti di estroversione e apertura mentale e punteggi più bassi nel tratto della coscienziosità.

Altri studi, invece, hanno proposto un’associazione tra l’utilizzo di App di incontri e i tratti di personalità socialmente avversi: narcisismo, machiavellismo, psicopatia e sadismo. Sembrerebbe che in questi casi entri in gioco la componente sessuale e la creazioni di relazioni insane e di scarsa qualità, fondate su tratti di insensibilità, sfruttamento interpersonale (Bertl et al., 2017; Muris et al., 2017; Paulhus DL, 2014).

La sessualità degli utenti delle App di incontri

In linea generale l’accoppiamento è un processo che dura tutta la vita e che ha implicazioni sia sul presente, della persona, che sul futuro, in particolare durante l’età adulta, quando vengono prese decisioni sulle relazioni o sulla scelta di avere o non avere figli (Buss e Schmitt 2019).

L’orientamento e la disposizione all’accoppiamento sono stati solitamente misurati attraverso un’unica dimensione con due poli opposti: accoppiamento a breve termine e accoppiamento a lungo termine.

Il primo si caratterizza per la ricerca di partner sessuali casuali e l’instaurarsi di relazioni con basso impegno emotivo.

Il secondo, cioè l’accoppiamento a lungo termine, è caratterizzato dal desiderio di relazioni romantiche, con un forte investimento in termini di impegno emotivo e, generalmente, con l’esclusività sessuale (Holtzman e Strube, 2013; Buss, 2006). Altri autori hanno però criticato questa visione bidimensionale della sessualità, specificando che esistono relazioni stabili nelle quali, però, è possibile mantenere relazioni sessuali multiple senza impegno (Calzo JP, 2013; Fielder et al., 2013).
Una variabile che sembra avere una relazione importante con alle App di appuntamenti è la sociosessualità, intesa come la disposizione di una persona ad impegnarsi in relazioni sessuali senza coinvolgimento, vicinanza emotiva o impegno. Ciò che emerge, per esempio, dagli studi di Botnen et al. del 2018 e Grøntvedt et al. del 2020, è che le persone con una sociosessualità illimitata, intesa, cioè come orientata all’accoppiamento a breve termine, riferiscono di utilizzare di più queste app. Probabilmente ciò è legato al fatto che le App facilitano la ricerca stessa di partner.

Gli studi qui riportati hanno mostrato vantaggi e svantaggi nell’utilizzo delle App di incontri e le caratteristiche degli utenti, in termini sociodemografici, personologici e sociosessuali. Come scritto da Ciocca G et al., in una revisione della letteratura del 2020, l’uso di App di incontri “potrebbe essere riassunto utilizzando l’etimologia greca di pharmakos (medicina, farmaco): rimedio ma anche veleno”. Rimedio proprio perché strumenti utili in caso di difficoltà della persona nel relazionarsi in modo tradizionale, ma anche pericolo se utilizzati in maniera impropria o in caso di personalità patologiche.

L’esistenza di queste nuove modalità di “approccio all’altro” devono essere tenute in considerazione quando valutiamo la vita intima e relazionale dei nostri pazienti, proprio per l’alto impatto che esse hanno nel processo di cambiamento del rapporto natura/cultura che controlla i comportamenti relazionali e sessuali umani.

Foto di ROMAN ODINTSOV