Smart Working I parte: il benessere

smart working ferrara psicologa

L’emergenza sanitaria tutt’ora in corso ha dato una consapevolezza nuova ai lavoratori: il lavoro agile in Italia non riguarda più solo una minoranza di persona, ma coinvolge ormai milioni di persone.

Lo smart working però non è solo un “lavorare da casa” (come molti credono) per proteggerci dalla pandemia e non è da vedere come un “trasferire” la propria postazione di lavoro dall’ufficio alla cucina di casa.
Lo smart working, o lavoro agile, è prima di tutto un approccio innovativo all’organizzazione del lavoro che si contraddistingue per la flessibilità e l’autonomia nella scelta di spazi, tempi e strumenti e che prevede una valutazione delle performance sulla base dei risultati raggiunti.

Grazie alla nostra flessibilità cognitiva o flessibilità mentale, siamo in grado di adattare il nostro comportamento e il nostro pensiero a situazioni nuove, mutevoli o inaspettate. In altre parole, la flessibilità cognitiva è la capacità di capire quando e cosa di quello che stiamo facendo non funziona come dovrebbe. Da questa consapevolezza ne deriva un’altra che è quella di dover adeguare i propri comportamenti, pensieri e le proprie opinioni alle nuove situazioni.
Parliamo quindi di:

  • capacità di adattamento rapido ai cambiamenti e alle nuove situazioni
  • capacità di tollerare imprevisti
  • capacità di valutare e generare più alternative/soluzioni ad uno stesso problema
  • capacità di passare da un’attività all’altra
  • capacità di mettersi al posto dell’altro.

Il lavoro smart:

  • è un nuovo modo di lavorare con l’utilizzo di nuove tecnologie;
  • è l’accettazione di un incarico;
  • è lo svolgimento di un compito e un obiettivo specifico, misurabile (in termini di quantità e qualità), accettabile (inteso come grado di soddisfazione), realizzabile (cioè adeguato al grado di preparazione, alle condizioni e alle circostanze) e scandito da un timing e da un’organizzazione per fasi o cicli;
  • è basato sull’autodeterminazione e non è controllato e determinato da altri.

Durante quest’ultimo anno di pandemia, tuttavia, molto spesso questi concetti di flessibilità e di autonomia non sono stati presenti (o lo sono stati parzialmente) nella vita lavorativa delle persone. In particolare le difficoltà si sono presentate nel riuscire a rispettare le 3 B fondamentali dello smart working.

Behaviours, Bytes e Bricks: le 3 B fondamentali dello smart working

Behaviours: cambiare da un lavoro tradizionale ad uno smart significa cambiare i proprio comportamenti. Per poterlo fare si devono analizzare i modi con cui lavoriamo attualmente per capire quali sono da conservare e quali sono da cambiare. Prova a rispondere a queste domande per osservare cosa del tuo modo di lavorare vuoi tenere e cosa, invece, vuoi cambiare:
– Devo recarmi in ufficio per svolgere la mia attività?
– Quanto tempo impiego per raggiungere il luogo di lavoro?
– Qual è il mio orario di lavoro?
– Nel mio lavoro quanto è importante raggiungere obiettivi?
– Mi sento meglio eseguire passivamente compiti assegnati da altri o preferisco sentirmi più autonomo sia nel risolvere problemi che nel prendere decisioni?
– Riesco ad adattarmi alle situazioni per raggiungere obiettivi nuovi o risolvere imprevisti?
– Preferisco appoggiarmi ad una struttura o mi piace l’idea di lavorare da casa?
– Riesco ad organizzare il mio tempo? Sono in grado di rispettare le scadenze?

Bytes: affrontando un lavoro smart dobbiamo analizzare le tecnologie che abbiamo a disposizione e vedere cosa va implementato, migliorato, sostituito. Prova a rispondere a queste domande per osservare cosa del tuo modo di lavorare vuoi tenere e cosa, invece, vuoi cambiare:
– Quali sono le tecnologie che ho a disposizione?
– Sono in grado di adeguarmi a nuove tecnologie?
– La connessione internet è sufficientemente stabile per garantire un adeguato scambio di dati, all’archiviazione ed elaborazione anche da remoto?
– Ho tutti gli strumenti tecnologici che mi permettono di comunicare in maniera efficace con i colleghi?
Conosco applicazioni e software necessari per poter lavorare in modo flessibile, a distanza, paperless, mobile e digitale?

Bricks: i comportamenti e le tecnologie devono trovare riscontro negli spazi e nelle strutture in cui si lavora, per cui è opportuno osservare e valutare anche lo spazio fisico in cui si lavora. Nello smart working è il posto di lavoro che si adatta all’attività, in base a ciò che si deve fare: ho accesso a spazi adatti alle diverse esigenze, in casa o fuori casa?

Quando il lavoro viene svolto seguendo determinati criteri, non è più solo un mezzo per il soddisfacimento dei bisogni legati alla sopravvivenza, ma diventa un fondamento della nostra “costituzione personale” che ci fa raggiungere obiettivi personali più psicologici, compresi quello di autodeterminazione e autoefficacia e il renderci liberi di autodefinirci.

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