L’odio che infetta la rete – I parte

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Lo sviluppo sempre crescente del web porta con sé vantaggi innegabili, come per esempio l’aumento delle opportunità di comunicazione e di accesso alle potenzialmente infinite informazioni.
Tuttavia, il cyberspazio non è sempre un “luogo” sicuro e protetto: negli ultimi decenni si è assistito infatti ad una crescita dei rischi e delle esperienze negative manifestate sottoforma di pregiudizi, insulti o manifestazioni di odio.

E proprio la maggiore facilità di contatti e di comunicazione contribuisce alla diffusione e alla condivisione di ideologie di odio.
Nonostante questa crescente presenza di comportamenti d’odio online, si sa ancora poco sui fattori psicologici alla base di questo fenomeno negativo.
Numerosi studi hanno dimostrato che i comportamenti d’odio online possono influenzare sia le vite umane che gli obiettivi/ideali delle persone, comportando un aumento di un vissuto emotivo negativo, tanto da causare fatti abominevoli, quali i suicidi giovanili o i crimini violenti ispirati all’odio (Lange, 2007; Marcus, 2018; Nyczka 2019).

Gli effetti psicologici di questi comportamenti, in altre parole, sono assimilabili a quelli procurati dalle molestie che una persona può subire nella vita reale.

Ma cosa si intende con odio on line?

Ovviamente non si intende l’atto di esprimere una propria opinione contraria al pensiero di un individuo o di un gruppo di individui.

Per odio on line si intende l’atto di esprimere disprezzo e opinioni offensive e diffamatorie al fine di minare la posizione di un determinato gruppo sociale (ad esempio per etnia, classe sociale, genere o nazionalità).

L’odio on line è l’espressione denigratoria da parte di una popolazione che si nasconde spesso dietro ad un nickname o ad un sé virtuale che esiste ma non esiste e che, appoggiando le mani sulla tastiera, inizia ad odiare, diffamare e denigrare specifiche persone (e la loro posizione sociale) o un determinato gruppo sociale.

Ma chi sono questi “cyber odiatori”?

Sempre più spesso nelle notizie di cronaca si sentono nomi quali internet haters, troll e cyber-bulli. Ma chi sono o meglio, chi si nasconde dietro queste figure? In tutto il mondo ce ne sono a milioni. Possono essere persone di ogni tipo, donne o uomini, giovani o meno giovani che si nascondono dietro ad uno schermo e ad una tastiera e che forti del loro anonimato e senza curarsi dei sentimenti altrui, danno vita alle loro pulsioni più negative di odio verso l’altro.

Gli internet haters sono persone aggressive che, protetti dall’anonimato, esprimono odio, aggressività ed ingiurie verso altre persone, categorie di persone, verso idee od oggetti.

I troll di internet sono persone che interagiscono con altri utenti del mondo virtuale con messaggi provocatori, irritanti e completamente errati al fine di creare un disturbo comunicativo stuzzicando le persone e incitandole a litigare (per il solo gusto di farlo) spesso per gli argomenti più banali.

I cyber-bulli sono persone che, singolarmente o in gruppo, mettono in atto intenzionalmente comportamenti aggressivi, molestie, persecuzioni, ricatti o pressioni, mediante strumenti elettronici, verso un’altra persona, spesso coetanea, ritenuta diversa ed incapace di difendersi.

Diversi studi hanno collegato le figure dei troll, cyber-bulli ed haters a specifici profili psicologici con determinati tratti di personalità .

Quali sono questi tratti di personalità?

Ne parleremo nella prossima settimana con la II parte dell’articolo…