L’approccio psicologico per affrontare una nuova fase dopo un prolungato isolamento.

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É cominciata la Fase 2, una nuova fase dopo un prolungato isolamento.
Questo cambiamento provoca emozioni contrastanti. Se da una parte proviamo il senso di sollievo per una maggiore (seppur graduale) libertà, dall’altra sentiamo ansia e preoccupazione.
Ecco 4 consigli che possono essere utili:

    1. Non avere fretta. Siamo stati emotivamente colpiti e segnati in modo profondo e per lungo tempo e abbiamo bisogno di tempo per elaborare le deprivazioni che abbiamo vissuto e come le abbiamo vissute
    2.  Riprendi i contatti sociali con cautela. É opportuno ascoltare e accogliere le proprie esigenze e quelle dell’altro, rispettando una sorta di “galateo sociale”. Non avere timore di rischiare di perdere le relazioni sociali: arriveremo, con la sana gradualità, all’abbraccio e alla riscoperta di un “piacere sociale”.
    3.  Riconosci e accetta l’incertezza. Non tutto tornerà come prima nei tempi che ci si immagina e magari qualcosa non tornerà proprio più come prima. Ma cambiamento non significa necessariamente peggioramento. Osservare oggettivamente la realtà può aiutare a trovare un nuovo equilibrio e ad adattarsi al meglio.
    4.  Ricomincia dalle piccole cose. É di grande aiuto riprendere il senso di “normalità” iniziando a ri-apprezzare con consapevolezza le piccole cose che fanno stare bene: per esempio una passeggiata al parco o rivedersi con i propri cari.

Se serve, chiedi aiuto. Sentirsi disorientati e provare emozioni contrastanti come paura, sollievo, speranza e fragilità, è fisiologico.
Bisogna darsi un tempo utile per “digerirle”. Se però si nota che queste sensazioni diventano croniche ed interferiscono con una sana ripresa, allora diventa estremamente utile rivolgersi ad un professionista che ci possa accompagnare in questa nuova fase di transizione e adattamento.