L’EMDR: una tecnica per chi soffre di Disturbo da Stress Post-Traumatico (e non solo)

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Cos’è l’EMDR?

L’EMDR è una tecnica psicoterapeutica che permette di risolvere le conseguenze di un’esperienza traumatica di grande impatto emotivo per la persona, per la sua identità e per la sua autostima. Quando si vivono questi tipi di eventi estremi o particolarmente stressanti diventa necessario smaltire lo stress conseguente all’evento stesso. Si rimane, in altre parole, sensibilizzati a quanto accaduto. Spesso si rivivono le immagini di cosa è accaduto e/o si vive in uno stato perenne di tensione, come se si fosse sempre in allerta.
L’EMDR è un acronimo dall’inglese e sta per Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari (Eye Movement Desensitization and Reprocessing); è una tecnica veloce e efficace e offre numerose possibilità per alleviare la sofferenza e permettere una trasformazione dell’impatto emotivo dell’evento da negativo a neutro.
Questa tecnica si basa sul modello teorico AIP (Adaptive Information Processing), secondo il quale ognuno di noi possiede un sistema fisiologico in grado di elaborare le informazioni correlate agli eventi (anche traumatici) e di generare strategie e soluzioni adattive (positive) per fronteggiare l’accaduto.
L’EMDR, in altre parole, “lavora” sulle capacità innate che ha il cervello di elaborare l’evento stressante o traumatico e le relative conseguenze. Ci sono situazioni, però, nelle quali il cervello non è in grado di rielaborare da solo l’accaduto. L’EMDR agisce proprio in questo caso, favorendo l’attivazione delle capacità naturali del cervello di elaborare lo stress e, quindi, di mettere in moto tutti i meccanismi necessari per il recupero.
L’EMDR è uno strumento importante che integra le varie psicoterapie perché ha la forza di lavorare sul ricordo traumatico e di ri-organizzarlo nella memoria facendogli perdere la carica emotiva negativa immagazzinata nel ricordo (rabbia, ingiustizia, etc.). L’ EMDR va a desensibilizzare e neutralizzare l’impatto negativo, in modo che la persona sia più serena e quindi in grado di cambiare la prospettiva di valutazione di quanto avvenuto.

Quali sono gli ambiti di applicazione dell’EMDR?

L’EMDR è una tecnica efficace ed evidence-based (cioè basata su evidenze scientifiche) riconosciuta e raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico. Tuttavia questa tecnica può essere applicata efficacemente in tutte quelle situazioni in cui c’è stato un forte stress (anche in età infantile, come ad esempio, i traumi dell’attaccamento) e in tutte quelle situazioni di esperienza da stress estremo.
In altre parole, l’EMDR è efficace in tutti i disturbi che hanno una base traumatica e che possono sfociare in altre patologie, diverse dal PTSD, quali per esempio la depressione.

La terapia EMDR si focalizza sull’elaborazione del ricordo di esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo che possono aver contribuito al disturbo che il paziente porta in terapia. Secondo questo approccio è importante quindi rintracciare nella storia di vita del paziente tutti quegli eventi traumatici che possono interferire con il suo funzionamento attuale e procedere con la loro elaborazione.
In linea generale, i traumi sono imprevedibili, valutati come assurdi e proprio per questo è difficile collocarli cognitivamente, cioè a dargli un senso. Secondo questo approccio, inoltre, i traumi si dividono in traumi con la T maiuscola e traumi con la t minuscola, a seconda delle tipologie di esperienze.
Il Trauma con la T maiuscola è legato ad esperienze da stress estremo, cioè quelle esperienze nelle quali la persona si è sentita in pericolo di vita o minacciata in qualche modo come integrità fisica.
traumi con la t minuscola sono invece più legati alle relazioni. Sono traumi che hanno a che fare con alcune relazioni traumatiche o particolarmente conflittuali come per esempio le persone che sono vittime di bullismo o i bulli stessi, le vittime di mobbing, abbandoni, divorzi molto conflittuali e tradimenti. Questi traumi relazionali non sono da considerare meno importanti dei traumi con T maiuscola. Sono infatti esperienze che hanno comunque un impatto estremamente negativo sulla persona.
A seguito di un trauma la persona attraversa tantissime reazioni per un periodo di tempo molto variabile, che può andare da qualche giorno fino a tre mesi circa. Si tratta della fase acuta di un trauma e la persona avrà difficoltà a dormire, avrà sempre davanti le immagini di quanto accaduto, avrà difficoltà a concentrarsi e avrà molte reazioni fisiche quali insonnia, aumento della sudorazione, fame d’aria, irritabilità, etc.. A questo si aggiungono comportamenti di evitamento, cioè la persona tenderà ad evitare tutti gli stimoli, sia interni (sogni, ricordi, pensieri, sentimenti) che esterni (persone, luoghi, conversazione associati all’evento traumatico), legati all’evento traumatico.
Tutto questo è da considerarsi “normale” dopo un evento traumatico. Quando però questo si prolunga nel tempo o va ad incidere negativamente sul normale funzionamento delle attività quotidiane e sulla qualità della vita, allora è bene intervenire con un supporto specialistico. E’ sempre raccomandabile avere un aiuto precoce; un supporto specifico anche dopo qualche giorno o qualche ora dall’evento agevola l’elaborazione dell’accaduto, aiuta a prevenire una sorta di cristallizzazione negativa del ricordo nella memoria e facilita molto il decorso e la prognosi legate a queste reazioni da stress.

Come funziona l’EMDR?

L’EMDR è una tecnica psicoterapeutica, ideata dalla Shapiro e nata casualmente come osservazione della capacità innata presente in ognuno di noi di elaborare migliaia di informazioni durante la giornata.
Quando subiamo un trauma, questo sistema di elaborazione rimane “bloccato” e non si riesce autonomamente a superare l’evento e tutti i vissuti emotivi ad esso collegati. L’EMDR riattiva interviene proprio riattivando il sistema innato di elaborazione. Mentre la persona è concentrata sul ricordo dell’evento traumatico, viene fatta una stimolazione bilaterale attraverso movimenti oculari a destra e a sinistra, simili a quelli che ci sono nel sonno  REM. Ciò permette al sistema di elaborazione di “rimettersi in moto” ed iniziare il processo di superamento del ricordo e di tutti gli elementi (anche emotivi) ad esso collegati.
Mentre la persona è concentrata sull’immagine traumatica, sulle emozioni, sulle convinzioni, sui pensieri e sulle sensazioni fisiche, il terapeuta guida gli occhi per diverse stimolazioni. A mano a mano che si procede con le stimolazioni, le immagini traumatiche cominciano a perdere la carica emotiva negativa e quindi a creare meno disagio.

Il ricordo comincia, cioè, a desensibilizzarsi. Il nostro sistema va a recuperare strategie riparative per elaborare questo ricordo, per tutto il tempo necessario affinché il ricordo resti desensibilizzato.
Agendo in questo modo, viene dato un senso cognitivo al ricordo e la persona si rafforza su quello che è lui come persona senza che il ricordo dell’evento traumatico vada a compromettere tale percezione di sé. Si va, cioè, a rafforzare l’io. Si chiede cosa si può dire di positivo di se stessi come per esempio: “io non sono quello che è accaduto”, “io valgo”, così da rafforzare la persona e farlo sentire concentrato e centrato sul proprio sé. Il ricordo perde le emozioni negative, mentre la parte più sana della persona viene rafforzata.

Ci sono delle controindicazioni o delle precauzioni da prendere in alcuni casi?

Non ci sono controindicazioni, l’EMDR è molto ecologico, cioè simile a ciò che avviene in maniera naturale, innata in ognuno di noi. Si possono eventualmente utilizzare delle precauzioni quando si lavora con dei pazienti con diagnosi particolarmente gravi, in questo caso sono necessarie operazioni di preparazione adeguate prima di inoltrarsi nell’elaborazione dei ricordi traumatici.
L’EMDR deve essere applicata da mani esperte, con apposita qualifica e titolo riconosciuto dall’associazione EMDR Italia. Questa associazione, la cui presidente è la dottoressa Fernandez, è stata inserita nell’elenco delle società scientifiche riconosciute dal Ministero della Salute.
Anche a livello di Organizzazione Mondiale della Sanità, la tecnica EMDR è stata inserita nelle linee guida come tecnica evidence based efficace nell’elaborazione dei traumi e dei disturbi specifici legati allo stress.

Quali sono le evidenze scientifiche relative all’EMDR?

Negli ultimi 25 anni sono stati condotti numerosi studi scientifici e trial clinici che dimostrano l’efficacia della tecnica (si veda bibliografia). L’EMDR è considerata una tecnica, da applicare nell’ambito di una psicoterapia, evidence based per il trauma. Inoltre, sono state condotte numerose ricerche al fine di comprendere i meccanismi di azione, cioè cosa avviene a livello cerebrale, durante una seduta di EMDR.
L’EMDR è un trattamento riconosciuto ufficialmente da organismi internazionali sia europei che extra-europei, tra i quali: American Psychiatric Association, American Psychological Association, United Kingdom Department of Health, etc.

Nel 2013, l’OMS ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.
Recenti ricerche dimostrano che attraverso l’utilizzo dell’EMDR le persone beneficiano in tempi molto brevi (anche dopo poche sedute a cadenza settimanale) degli effetti del trattamento, in termini di riduzione dei sintomi legati al trauma e aumento della qualità di vita. Altre ricerche sostengono sostiene l’evidenza di distinti modelli neurobiologici di attivazione del cervello durante i movimenti oculari bilaterali.

Bibliografia

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